La mia esperienza: torneo letterario IOscrittore

io scrittore

A cadenza settimanale, ormai, controllo la mail collegata ai miei manoscritti, armata di speranze sempre più fioche. Ho fatto qualche progresso: prima accedevo ogni giorno, col sorriso stampato in volto, e quel sorriso puntualmente si spegneva insieme alle mie vane speranze. L’ho fatto anche oggi, dopo una settimana, dieci giorni. Ma la casella della posta in arrivo rimane vuota, non importa quante volte io la visiti. Qualcosa, però, offre una qualche dignità al mio indirizzo e-mail, altrimenti inutilizzato. Sono le missive a mezzo elettronico del torneo letterario IoScrittore, indetto dal gruppo Mauri Spagnol. Sì, perché anche io, insieme ad altri tremilaseicento autori di belle speranze, ho partecipato al famoso Torneo e quelle mail tracciano una mappa.

Voglio raccontarvi la mia esperienza…

Iniziò tutto il 3 gennaio 2015. Ritenendomi io abbastanza sicura da sottoporre la mia opera prima a un essere senziente che non facesse parte della mia sfera affettiva, finite le feste, faccio un deprimente giro in internet alla ricerca di case editrici. So che sul suolo italiano ce ne sono a centinaia, ma so anche che devono essere contrassegnate dal prestigioso marchio NO-EAP. Solo alle case editrici non a pagamento, infatti, concedevo la mia attenzione, sennò andavo beatamente avanti scrollandomi di dosso la polvere. Ho sempre pensato che pagare per vendere un prodotto non sia esattamente una mossa intelligente. Io ho scritto un libro che vendo a te, casa editrice, perché devo comprare le prime duemila copie e lasciare che ammuffiscano in attesa di venderle io stessa? Perché, tu, casa editrice, non promuovi il mio romanzo adeguatamente? Ah, dici che sono uno scrittore esordiente e che non vuoi rischiare. Giusto, giusto…

Ad ogni buon conto, quel giorno sembrava che tutte le strade conducessero a Roma. Qualsiasi sito io consultassi, da qualche parte c’era sempre il trafiletto che recitava qualcosa come: “Hai scritto un libro bellissimo, ma nessuno lo sa? Partecipa a IoScrittore”. Oook. La registrazione è un gioco da ragazzi ed eccola, la prima mail. Che felicità.

Ciao, Alessia Garbo

questa email ti è arrivata a seguito della registrazione al TORNEO LETTERARIO IOSCRITTORE.

Accedi alla tua pagina personale e carica l’incipit della tua opera (ovvero i primi capitoli) o l’opera completa e assicurati:

– L’attenzione degli editor del Gruppo editoriale Mauri Spagnol

– La partecipazione alla prossima edizione del Torneo Letterario IoScrittore

L’attenzione degli editori del gruppo Mauri Spagnol? Ma questo è un sogno da cui non voglio che mi svegliate, mai! Sono impaziente di cominciare ma non impiego molto a rendermi conto dell’inghippo: i miei lettori saranno solo e soltanto scrittori dilettanti come me. Nessuno degli editori leggerà il mio manoscritto, non nella prima fase, almeno. Tuttavia, non posso e non voglio tirarmi indietro e completo la mia iscrizione il 12 febbraio. Nel frattempo, però, il mio buonsenso mi obbliga a non sottoporre la mia opera ad anima viva. Per onestà intellettuale “Il giglio bruciato” rimane nel cassetto, pur avendo improvvisamente tanta, tanta voglia di farsi un giro. Sempre a mezzo missiva elettronica, infatti, scopro che i tempi sono lunghi e che si dilateranno fino al 2 marzo, limite ultimo per caricare l’incipit della mia opera. Completo la procedura, e una mail del 5 marzo mi annuncia che sono tra i millemila partecipanti della sesta edizione del Torneo! Seguono le raccomandazioni (“leggi con attenzione e oggettività gli incipit a te assegnati, prenditi il tempo necessario per formulare il tuo giudizio”) e le istruzioni del caso, e via, nell’arena e che vinca il migliore!

Apro la mia pagina personale sorridendo da un orecchio all’altro e mi dico che, anche se solo un incipit appartiene al mio genere preferito, non tutto è perduto. Visito il blog del Torneo e lo sconforto riaffiora: centinaia di commenti tra cui mi districo faticosamente e gente che aveva già valutato cinque incipit o che era al suo quinto torneo! Mi sento una matricola e ci sono già passata, non voglio ripetere l’esperienza. Non demordo e mi metto a lavoro, leggendo e valutando i manoscritti con solerzia. Il fantasy che tanto pregustavo non si dimostra all’altezza delle mie aspettative, ma venti pagine si leggono in un soffio e, senza lasciarmi scoraggiare, vado avanti con gli altri incipit. Del resto, sono una lettrice instancabile. Paziente e instancabile. Vero? Paziente, vero? 😛

I giorni passano, e io leggo e valuto ma non riesco a evitare di fare un giro nel blog, di tanto in tanto. Più che altro per carpire informazioni velate sul mio incipit. E qui iniziano i problemi. In quei mesi ero molto, troppo presa e impegnata dalla stesura del mio secondo romanzo, quindi il tempo che potevo dedicare al Torneo, e di conseguenza al blog ad esso correlato era discontinuo. Eppure, per quanto potesse sembrarmi normale, pareva proprio che la mancanza di tempo fosse un disagio soltanto mio. Mi distraevo mezza giornata? Ecco che nel blog fioccavano i commenti degli altri utenti. Migliaia, lunghissimi, chilometrici, seguirli era impossibile. Il succo era uno. Tutti i partecipanti alla discussione, quasi sempre veterani, raccontavano di essere alle prese con altri scritti, con una famiglia degna di Seven Heaven, con lavori massacranti da quarantotto ore al giorno. Ciononostante, sempre presentissimi e organizzatissimi. Hanno già valutato almeno la metà degli incipit, ad alcuni dei quali assegnando un valore numerico di uno, in una scala da uno a dieci (1, avete letto bene!), e sono scrittori metodici e capaci, che non lasciano nulla al caso. Alcuni si confidano sul loro modus operandi e in genere questo prevede una scheda su ogni singolo personaggio, dove annotare colore di capelli, gestualità frequenti e intercalari, gruppo sanguigno e numero di conto in banca. Ah, ovviamente non può mancare l’appunto su quante volte il protagonista va di corpo. Importantissimo. E lì io penso “Ma io non lo so quante volte fa la cacca Angelica!” e sento il complesso di inferiorità affiorare sempre più, salire piano piano dai piedi e impossessarsi del mio corpo. Ho in fronte una scritta a led: “Sei una matricola inadeguata”. Altri dicono che scrivono circa il 120% del testo e poi tagliano, senza pietà. Io non ce la farei, per me ogni singola parola scritta è sacrosanta e di quello che scrivo non si butta via niente.

Ad ogni modo, sembra proprio che la scrittrice meno abile e ordinata di tutti i partecipanti debba rimanere io, nessuno punta il dito, per carità, ma non posso non sentirmi sotto esame. Il dubbio sorge spontaneo. E, allora, quale di quegli scrittori ha partorito gli incipit sottoposti alla mia attenzione? Perché, sebbene due o tre la meritino davvero, gli altri dodici vanno dal non classificabile all’appena passabile. Come mai? Autori dotati e organizzati, dove siete? Dove vi nascondete? È possibile che io, tra tutti gli iscritti, abbia in carico un’alta percentuale di incipit mediocri? Possibile che siate bravi solo a parole?

Faccio quello che faccio sempre quando la vita mi si mette contro: mi stringo nelle spalle e vado avanti per la mia strada. Giudico i manoscritti a me assegnati con estrema obiettività, sentendo un male fisico quando devo essere un po’ più severa (non sono mai andata sotto il 4) ma formulando sempre commenti educati. Alla fine, il mio Torneo si conclude. Non passo alla seconda fase. Tre dei miei lettori si sono ritirati e probabilmente questo contribuisce a penalizzarmi ma la mia media numerica mi sbarra le porte. 5.5. No, non è il ph della pelle, è la mia media. I giudizi che mi sono arrivati a maggio sono complessivamente positivi a parole, accompagnati però da numeri sconfortanti, forse nel tentativo degli altri candidati di favorire ognuno se stesso.

Se lo rifarei? Probabilmente no. Perché oltre il danno: il tempo che devi necessariamente sacrificare e l’impegno che devi profondere nel tentativo di non schiacciare i cuccioli di manoscritti che ti vengono sottoposti. La beffa: leggerai incipit di romanzi che non finirai mai, e alcuni ti piacciono, ti catturano ma sai che quasi sicuramente quegli scritti non incroceranno mai più i tuoi passi. Un vero peccato.

E allora lancio un appello a voi, “Macondo67”, “Giorgione09”, e “Caplann a cognac II”… Mi rivolgo a voi. Se siete “in ascolto”, per favore, posso sapere dove trovare i vostri romanzi, una volta pubblicati? Ci terrei davvero tanto.

Tanticari saluti

 

La mia esperienza: torneo letterario IOscrittoreultima modifica: 2015-07-28T14:32:07+02:00da liliumorchid
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5 thoughts on “La mia esperienza: torneo letterario IOscrittore

  1. liliumorchid Autore dell'articolo

    Ciao, Paola. E’ davvero un peccato. Queste case editrici a pagamento, pur non facendo niente di illegale, sbagliano impostazione. Non vogliono rischiare e pretendono di avere le spalle coperte dallo stesso autore. La stampa di un romanzo costa cinque euro, circa. Loro la fanno pagare, per ipotesi, dieci euro. E già hanno guadagnato vendendo le prime mille, duemila copie allo scrittore.

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  2. 5,742

    Il mio incipit conteneva 4 errori di battitura: uno spazio prima di un punto, uno spazio omesso dopo una virgola, 5 puntini di sospensione anziché 3, una parola scritta tutta in maiuscolo. Per questo un altro autore mi ha quindi eliminato dandomi 2,67, vanificando voti altrui tra 8 e 9, SENZA ALCUNA VALUTAZIONE DI MERITO sul mio lavoro. La formula del torneo è sbagliata, ci vuole una giuria esterna super partes

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  3. Esperanto

    La formula del torneo è sbagliata perché i concorrenti si trovano in una posizione di palese conflitto di interessi.
    I partecipanti hanno tutto l interesse e tutto il vantaggio a dare 1 a tutte le loro assegnazioni con pretesto qualunque, in modo da eliminare il maggior numero possibile di avversari. Taluni concorrenti usano un italiano che farebbe inorridire un insegnante di prima elementare, quindi non sono in grado di valutare il lavoro altrui. L editore dovrebbe affidarsi ad una giuria esterna, imparziale di e competente, a costo di far pagare una tassa di iscrizione.

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  4. Grazia Alfieri Tarentino

    Simone Ho ancora l’amaro in bocca per essere stata scartata, ed è la terza volta con lo stesso libro, rifatto, corretto fino allo spasimo, studiato in ogni sfumatura, un lavoro di contenuto e di stile impeccabile.
    I giudizi formulati dagli altri erano in parte positivi, addirittura entusiasti, in parte negativi del genere ” Scrittura troppo curata, diventa noioso”Qualcuno mi rimproverava errori grammaticali ma si guardava bene dal nominarli. E pensare che per cinque anni ho insegnato Italiano nella scuola media, e la grammatica era la mia ossessione. Dei dieci incipit letti non ne è passato nessuno, a due ho dato una media del sette e del nove, dove sono finiti? ‘Un agguato alla storia’ e ‘.’Il valzer dell’abbandono’ Credo che esistano davvero i troll capaci di bocciare con lo scopo di emergere.

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